Decisione del Consiglio dei Ministri N° 48 dell’anno 2018

Il Consiglio dei Ministri nella sua settima sessione ordinaria tenutasi in data 11/12/2018 ha deciso in merito ai contratti con le società straniere:
1. La società straniera deve dichiarare nei termini del contratto che non esiste nessun reclamo finanziario verso istituti iracheni e si aggiunga, inoltre, questa dichiarazione sulle pratiche di gare d’appalto entro 30 giorni dalla data in cui è espresso l’esito favorevole della gara, in caso contrario la società sarà esclusa dalla gara stessa
2. Nel caso in cui una società straniera abbia reclami aperti come conferma il Ministero della giustizia- dipartimento legale- la stessa società deve risolvere la controversia in atto o per mezzo di un accordo soddisfacente tra le parti, o ancora secondo le convezioni del Club di Parigi oppure seguendo le direttive indicate nel Consiglio dei Ministri n°28 dell’anno 2014 o ancora con la chiusura completa del debito se necessario. Qualsiasi controversia o reclamo va risolta entro 30 giorni dalla data in cui è espresso l’esito favorevole della gara, in caso contrario la società sarà esclusa dalla gara stessa.
3. La società straniera si impegna a non presentare alcuna azione legale e/o amministrativa nel caso in cui sia debitore un istituto iracheno, dopo la vittoria della gara d’appalto sia diretta che indiretta, e si impegna, attraverso la vendita o alla rinuncia di una parte o addirittura di tutto il debito in modo volontario o giudiziario, a intraprendere o continuare la collaborazione di lavoro in Iraq e farà ogni sforzo necessario per contribuire alla risoluzione di tali questioni

Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio

l'Iraq è il quinto Paese al mondo per riserve di petrolio, il tredicesimo per riserve di gas naturale e vanta ancora importanti margini per scoperte di nuovi giacimenti, poichè alcune aree sono ancora del tutto inesplorate o non esplorate in modo approfondito. Il settore petrolifero, già colonna portante dell'economia irachena (9/10 del bilancio statale), e quello energetico in generale, non potranno che espandersi nei prossimi anni. Peraltro, l'estrazione di greggio e lo sfruttamento di gas naturale dovranno nel futuro riorientarsi anche verso il soddisfacimento della crescente domanda interna, per il consumo domestico. Pur essendo dotato di grandi risorse, l'Iraq manca ancora della tecnologia necessaria a fare virtù di tutta la ricchezza naturale del sottosuolo. Per questo deve rivolgersi all'esterno, alla ricerca dell'alta professionalità e del know how delle grandi industrie specializzate nel settore, sia per l'estrazione (si pensi alle grandi compagnie petrolifere all'opera nei giacimenti del Nord e del Sud) sia per la fornitura di componentistica (trivelle, cisterne, valvole ecc.).

Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili

Con le tredicesime riserve di gas naturale al mondo, temperature estive che raggiungono e superano i 50 gradi e un servizio di fornitura di energia elettrica che, nella capitale, è erogato alle utenze domestiche per poche ore nell'arco della giornata, l'Iraq ha un enorme bisogno di investire nel settore dell'energia elettrica e del gas, soprattutto per rispondere alla crescente domanda interna di energia. Nei piani del Governo vi è la costruzione di un importante gasdotto che dovrebbe essere destinato in primo luogo ad uso interno: il consumo iracheno negli ultimi trent'anni, secondo le stime della International Energy Agency (IEA) è infatti quadruplicato. L'incremento della domanda interna è stato tuttavia rallentato rispetto ai vicini mediorientali a causa delle guerre che si sono succedute quasi senza soluzione di continuità dal 1980 ad oggi. E' quindi verosimile che, raggiunta una stabilità politica, il consumo interno possa, nel giro di pochi anni, spiccare un balzo in avanti, cui l'Iraq non potrà far fronte se non supportato dalle grandi compagnie e industrie operanti nel settore. Al momento, il Ministero dell'Elettricità è inoltre impegnato nella realizzazione di grandi centrali elettriche in varie regioni, proprio per sopperire alla cronica mancanza di corrente che affligge più o meno tutti i Governatorati, compresa la capitale, Baghdad.

Costruzioni

Negli ultimi trent'anni, l'Iraq non ha conosciuto più di due anni consecutivi di pace, se si considerano la guerra tra Iraq e Iran dal 1980, l'invasione del Kuwait nel 1990, l'intervento americano del 2003 e l'avanzata di Da'esh nel 2014. Il Paese sta ancora vivendo una fase di ricostruzione delle proprie infrastrutture produttive, delle reti di comunicazione, strade, ponti, ferrovie, e ha necessità di interventi di costruzione e ricostruzione di ospedali, case, scuole, a Baghdad così come nei Governatorati del Sud e del Nord. Per quanto riguarda le grandi opere, sono stati presentati, nel corso della Conferenza del Kuwait del febbraio 2018, una serie di progetti infrastrutturali nel settore aeroportuale, ferroviario e dei trasporti in generale. Lo sport in generale, e il calcio in particolare, molto seguito anche in Iraq, è considerato un potetente strumento di aggregazione e raccoglie il favore della massa, in varie regioni si stanno realizzando importanti progetti di costruzione di stadi.

Attività professionali, scientifiche e tecniche

L'Iraq è un paese dotato di grandi potenzialità, soprattutto nel settore energetico. Gli ingenti ricavi dall'esportazione del petrolio facevano dell'Iraq, pur se con alcune difficoltà relative alla struttura burocratica particolarmente pesante e ad alcune deficienze del sistema, uno Stato pagatore, che, tuttavia, al momento non può fregiarsi di tale nomea. La situazione economica del Paese ha infatti subito un sensibile peggioramento a causa, da una lato, al crollo del prezzo internazionale del petrolio, ossatura dell’economia irachena, e, dall'altro, alle ingenti spese belliche sostenute dal Governo di Al-Abadi per far fronte all'avanzata dello Stato Islamico, che ha pregiudicato il contesto di sicurezza che sembrava essersi incanalato nella giusta direzione. Terminata una delle sue peggiori crisi economiche nel biennio 2014-2015, l'Iraq si sta avviando verso una fase di stabilizzazione, anche dal punto di vista del bilancio, mantenendo costanti le entrate derivanti dalla commercializzazione del petrolio. Oltre all'attivita' di cooperazione allo sviluppo, con la messa a disposizione di fondi a dono, si renderanno indispensabili, nella fase della ricostruzione, le attività di consulenza nel settore dell'ingegneria (tutte le specializzazioni) e nel settore legale per la realizzazione di progetti in tutti i settori, da quello petrolifero a quello agricolo, dalle infrastrutture ai servizi bancari. Ciò di cui si riscontra la necessità è quindi un'attività di guida, di indirizzo e di trasferimento di competenze, di know-how, di consulenza, che metta i professionisti locali e la dirigenza amministrativa in grado di compiere le scelte migliori e di poter acquisire una expertise da poter impiegare nel Paese. Non a caso, in Iraq hanno trovato ottima accoglienza alcune importanti società italiane di Engineering&Consulting. Pertanto, questo settore presenta potenzialità per investimenti a breve, medio e lungo termine.

Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento

Settore energetico a parte, la popolazione irachena è ancora impiegata in alta percentuale nel settore dell'agricoltura, ancora caratterizzato da sistemi tradizionali da ammodernare. A ciò si aggiunge il problema della qualità dell'acqua, particolarmente sentito nel Paese da quando in Turchia e in Siria sono state costruite le grandi dighe che, da una parte, hanno ridotto l'afflusso di acqua verso l'Iraq (anche se non in misura eccessiva) e, dall'altra, hanno soprattutto portato un netto peggioramento nella qualità dell'acqua che affluisce in Iraq. Inoltre, l'Iraq deve affrontare un altro tradizionale problema, quello della salinità delle acque che, di fatto, ne rende l'uso nel settore agricolo particolarmente complesso. Per quanto riguarda l'acqua potabile, circa il 23% della popolazione ha come fonte un fiume o altra sorgente impura (dati IAU - Information & Analysis Unit delle Nazioni Unite). Proprio per arginare il problema, il Governo ha chiesto la collaborazione delle Agenzie ONU specializzate nel settore ambientale e idrico e sta cercando di realizzare un Comitato di Controllo per la Gestione delle Acque. Oltre alla progressiva salinizzazione dell'acqua, il Paese sconta anche la totale mancanza di reti fognarie e di attività di trattamento dei rifiuti, pratica sostanzialmente sconosciuta alla popolazione. Il settore idrico e in generale tutto ciò che riguarda "water and sanitation", era già inserito tra le priorità del Piano Nazionale di Sviluppo (NDP) 2010-2014, fissando importanti obiettivi da raggiungere nel quinquennio e da portare avanti nel quinquennio successivo, con progetti da realizzare in tutto il Paese. Date le cicliche proteste riguardanti la fornitura dei servizi (in primis acqua ed elettricita'), le Autorita' (Ministeri delle Risorse Idriche e dell'Elettricita') si stanno adoperando per impegnarsi anche con i partner internazionali per avviare e/o portare a termine progetti strategici in questi settori: le opportunità per le imprese italiane saranno, nel prossimo futuro, significative.

 

 

#sezionecommerciale

ambasciata irachena a roma, ufficio commerciale

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Ministero del Petrolio

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Ministero dell'Elettricità 

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Ministero dell'Industria e Minerale

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Ministero della Pianificazione

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Ministero della Salute e Ambiente

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Ministero della Telecomunicazione